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| Intervento: Maria Grazia Carrozzo - Coordinamento Ulivo Brindisi |
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MATITA ROSSO-BLU PER LA MORATTI
Nella gremitissima sala della Protomoteca, in Campidoglio, in Roma, il Coordinamento dell’Ulivo
ha organizzato una manifestazione nazionale sulla scuola.
A tutti i presenti sono state consegnate una matita rosso-blu e una pagellina, per dare un voto
al ministro della Pubblica Istruzione.
Nell’attesa dei risultati, riassumiamo quanto si è detto durante l’incontro, i cui protagonisti
sono stati studenti, docenti, rappresentanti delle scuole pubbliche e private e politici.
Gli studenti del Liceo "Tasso" di Roma, nel motivare la loro protesta, che quest’anno non è la
solita occupazione prenatalizia, hanno, a nome degli Studenti Medi Italiani, denunciato
l’indebolimento della Consulta, la scarsa rappresentatività degli studenti e la mancata
convocazione dei rappresentanti delle Consulte. Tutti chiari segni della scarsa considerazione
in cui è tenuta la scuola da parte del Polo.
Piu’ volte è stato citato dai relatori il programma dell’Ulivo del 1996 che ha dato inizio al
piu’ grande intervento riformatore nella scuola.
Mentre sino ad oggi la scuola si è potuta connotare come un forte sistema di integrazione
sociale, ora punta alla selettività sociale e alla gerarchizzazione.
E su questa filosofia non è d’accordo neppure la Confindustria : la mancanza di istruzione si
scarica sul sistema produttivo.
Nel definire la politica scolastica della Destra gravida di danni per il Paese, dai numerosi
interventi emergono le linee programmatiche della scuola dell’Ulivo.
In esse emerge la richiesta di investimenti per il diritto allo studio, da destinare alle Regioni
(libri, servizi agli studenti, borse di studio, assegni); si chiede di dare centralità al
sistema pubblico di istruzione e formazione, attraverso risorse finanziarie adeguate; si chiedono
investimenti straordinari, per assicurare il diritto di tutti di imparare.
Molto ci si è soffermati sulla valorizzazione professionale dei docenti :formazione, retribuzione
adeguata al quadro europeo, carriera non automatica.
Per l’attuazione dell’autonomia scolastica occorre assegnare ai Comuni, alle Province e alle
Regioni le funzioni previste nelle disposizioni federaliste, e ciò comporta la piena attuazione
della legge sulla parità.
Un NO deciso al buono scuola: in Lombardia ne hanno usufruito soprattutto le famiglie medio-alte.
Si deve puntare all’attuazione dell’obbligo formativo fino a 18 anni nella scuola,
nella formazione professionale e nel nuovo apprendistato.
Ancora un NO all’anticipo della scelta dell’indirizzo scolastico a 11-12 anni e ai due canali
separati nella scuola, uno per l’avviamento professionale e uno per l’istruzione.
E’ pervenuta anche la voce del Coordinamento Genitori Democratici che, nel biasimare l’ipotesi di
attuazione di un esame di stato che abolisce ogni rigore per trasformarsi in uno scrutinio finale
a tutto vantaggio delle scuole private, ha chiesto di concretizzare la battaglia per la
centralità del sistema pubblico di istruzione, coinvolgendo l’intera società civile,
a fronte di una Finanziaria che dimentica la centralità della scuola e della ricerca.
Insomma la scuola è al bivio, occorre che tutti conoscano la "logica" del governo del Polo,
dal cui seno è nata l’idea (subito attuata) del deputato Garagnani che ha istituito un numero
verde a cui telefonare per smascherare i professori che non condividono la linea del governo
Berlusconi e abituano gli studenti ad esercitare il senso critico.
Attendiamo di sapere quale castigo avremo.
Forse per il governo del Polo è piu’semplice, per ottenere consensi, ascoltare la voce di quanti,
nei governi precedenti, hanno dato centralità alla scuola, commettendo anche degli errori,
ma mai ricorrendo a delatori e spie.
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