LO STATO DELLA SANITA' IN PUGLIA
Lo stato della sanità in Puglia e in provincia di Brindisi, è stato l’oggetto di un incontro tra
amministratori, medici ed altri operatori sanitari tenutosi presso la federazione provinciale dei
Democratici di Sinistra a Brindisi il 30 Novembre scorso.
A coordinare i lavori, il vice presidente del Consiglio regionale Carmine Dipietrangelo ed il
consigliere regionale dei DS Gaetano Carrozzo.
Ha introdotto Dipietrangelo che ha sottolineato come il recente aumento dell’addizionale IRPEF
regionale dallo 0,9% a 1,5%, sia "figlio del preoccupante disavanzo di bilancio causato dalla
cattiva gestione della sanità pugliese da parte dell’amministrazione di centro destra guidata dal
forzista Raffaele Fitto."
Carrozzo, intervenuto dopo una breve introduzione del suo collega, ha ricordato gli enormi disagi
cui devono far fronte gli utenti della sanità pugliese. Il quadro tracciato dal consigliere
regionale dei democratici di sinistra è a tinte fosche, per l’aggravarsi di annosi problemi:
continuano "i viaggi della speranza" al di la dei confini regionali, le prestazioni
specialistiche sono quasi sempre a pagamento, il numero d’emergenza 118 non è stato ancora
attivato, contrariamente a quanto è stato fatto in altre regioni.
La sanità in Puglia, secondo Carrozzo, sarebbe gestita ancora in modo politico-clientelare,
non essendo pienamente attuati quegli strumenti previsti dalla normativa nazionale e regionale a
garanzia dell’efficienza ed efficacia nell’erogazione delle prestazioni.
La massiccia esternalizzazione dei servizi, alcune gare d’appalto svolte al di fuori di ogni
controllo e la mancanza di periodiche verifiche di cassa avrebbero portato il deficit delle
aziende ai livelli attuali (-1080 Mld di lire). Un disavanzo che sarebbe stato ancora più
consistente qualora la Regione Puglia non avesse ricevuto dallo Stato un ulteriore contributo
(760 mld di lire) a parziale integrazione di quanto già percepito a seguito della ripartizione
su base regionale del Fondo Sanitario Nazionale.
E intanto, proprio a causa della mancanza di fondi, il servizio reso all’utenza peggiora
ulteriormente.
I lavoratori della sanità in alcuni casi devono fare i conti con carichi di lavoro oberanti,
mentre non si può procedere a nuove assunzioni e vi è il massiccio ricorso di contratti a tempo
determinato.
La legislazione regionale in materia di spesa sanitaria (legge 28) imporrebbe degli obiettivi
da perseguire assai restrittivi.
Gaetano Carrozzo, a tal proposito, definisce "doppia" la politica in materia sanitaria
dell’attuale esecutivo regionale. "Se, infatti, da un lato si predica il rigore, con la riduzione
delle spese per il personale e una politica di bilancio (solo a parole) volta alla riduzione dei
disavanzi, di fatto si chiude un occhio sugli innegabili sprechi, poiché la gestione delle
aziende sanitarie in Puglia continua ad essere "allegra" e clientelare.
Il tutto ovviamente si ripercuote sulla qualità dei servizi e delle prestazioni resi agli utenti
finali. E a "coronamento" di tutto, ecco arrivare anche l’aumento delle tasse".
Secondo il consigliere regionale dei Democratici di sinistra, bisognerebbe invece perseguire una
razionalizzazione della spesa sanitaria; in sostanza, una rimodulazione più efficace ed
efficiente dei servizi e delle prestazioni in modo da salvaguardare nel contempo sia i sacrosanti
bisogni dell’utenza, sia gli equilibri di spesa e di bilancio.
Dopo la relazione di Carrozzo, numerosi sono stati gli interventi dei medici, degli operatori
sanitari e degli amministratori locali presenti all’incontro, che hanno denunciato i problemi
rinvenienti dalla generalizzata inadeguatezza delle strutture sanitarie della provincia di
Brindisi, carenti di uomini e mezzi e tecnologie.
Sotto accusa la mancanza di un’adeguata programmazione da parte della regione, la disomogenea e
irrazionale distribuzione delle risorse, dei reparti e dei carichi di lavoro.
"Un partito riformista", ha sottolineato Carmine Dipietrangelo a conclusione dei lavori,
"deve andare oltre la mera analisi, si deve fare parte propositiva e progettuale. In vista
dell’approvazione del piano sociosanitario e del piano di riordino ospedaliero, vi è le necessità
di elaborare delle proposte alternative. A tal fine sarà opportuno costituire un coordinamento
permanente tra chi opera quotidianamente nella sanità e chi ha responsabilità istituzionali."
Pertanto, secondo il vice presidente del Consiglio Regionale "sarà importante ripetere incontri
come questo, in quanto solo attraverso le competenze di chi opera nel settore è possibile
costruire le risposte adeguate in una visione di governo".
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