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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18/11/2001
Giovanni Antonino ANTONINO: ANNI SENZA FIATO

L’Amministrazione Antonino ha compiuto ieri 4 anni chiudendo virtualmente il proprio mandato, che di fatto si prolungherà fino alla primavera prossima, per effetto della legge che ha spostato il turno elettorale di novembre.
A Brindisi non accadeva da 17 anni che un primo cittadino giungesse alla scadenza naturale del proprio mandato e la cosa non può che inorgoglire Giovanni Antonino il quale, simile a un fiume in piena, ieri mattina si è intrattenuto sugli aspetti salienti del suo mandato, ripercorsi nel corso di una conferenza stampa dal tono volutamente informale.
«Sono stati quattro anni vissuti intensamente - ha esordito Antonino - nei momenti positivi come in quelli meno felici e talvolta anche drammatici: penso alla morte dei due finanzieri Sottile e De Falco; penso alla scomparsa improvvisa dell’assessore Mario Pepe Esposito; ma penso anche alla città mobilita e quasi blindata, per sostenere la risposta dello Stato contro il fenomeno della criminalità e del contrabbando, come nei giorni dell’operazione Primavera.
Così come non è stato certo un buon momento quello che la città e tutto l’interland hanno vissuto durante la crisi del Kosovo, con gli operatori turistici costretti ad annotare le disdette dei clienti che avevano prenotato e con l’aeroporto brindisino chiuso perché, di fatto, ubicato in zona di guerra».
Momenti difficili e situazioni disagevoli, che in qualche caso hanno sfiorato anche il grottesco «come quando era normale - spiega Antonino - che all’interno del Comune bivaccassero alcuni dei numerosi senza tetto dell’ex collgio Tommaseo, stabilitisi per a palazzo di città: ricordo che una sera, mentre entravo in Comune, notai che alcune di queste famiglie festeggiavano persino una prima comunione, al ritmo della macarena. Ora queste scene non si vedono più a palazzo di città». Intensa e laboriosa è stata anche la vertenza occupazionale legata alla domanda ed alle pressioni di tutte quelle persone che, con la repressione del contrabbando di sigarette, si sono trovate a non sapere cosa fare per vivere: «Furono giornate di grande tensione: fui attaccato per aver ricevuto i contrabbandieri - ricorda Antonino- ma ritrovai anche a vivere blindato nella caserma dei Vigili urbani, dove fui costretto per qualche settimana a trasferire il mio ufficio.Oggi non abbiamo più queste situazioni ai cancelli del Comune, forse anche perché quest’amministrazione qualcosa ha fatto anche sul piano occupazionale, ricavando circa 200 posti di lavoro quasi dal nulla, ossia individuando nuovi settori di intervento per la società Multiservizi, come ad esempio la manutenzione delle fontane.
È evidente che tanto bisogna ancora fare, ma almeno non siamo più in emergenza».
Sono tutti aspetti che vanno al di là dei cambiamenti più visibili, come l’arredo dei corsi, la creazione dell’isola pedonale ed il restauro e la valorizzazioni di quasi tutti i monumenti. Naturalmente su alcuni fronti si registrano ancora molte note dolenti: «Abbiamo intere contrade ancora senza fognatura, dobbiamo potenziare tutti i servizi e promuovere il turismo», dice Antonino.
Ma il tempo che resta da qui alle elezioni vorrebbe utilizzarlo per ottenere altri due risultati: «Il ripristino delle colonne romane e, Provincia permettendo, l’apertura del nuovo Teatro».
(Antonio Negro)


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